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La riforma del recupero crediti: il disegno di legge 978

La riforma del recupero crediti: il disegno di legge 978

Attualmente, chi vanta un credito e vuole tentare di recuperarlo in via giudiziale, deve percorre una strada ben definita.

Il creditore, tramite il suo Avvocato, deve presentare un ricorso ad un giudice civile che verifica la sussistenza del credito vantato; solo dopo questa verifica il giudice emette il Decreto Ingiuntivo, che è un ordine di pagamento formale notificato al debitore.

Il disegno di legge 978 scardina questa impostazione.

Se tale disegno di legge verrà approvato in legge l’avvocato del creditore avrà il potere di notificare “un’intimazione ad adempiere”.

Il debitore avrà quaranta giorni di tempo per opporsi a tale atto: se non lo farà, “l’intimazione ad adempiere” acquisterà efficacia esecutiva: in sostanza, si potranno avviare pignoramenti e altre azioni di recupero forzoso, senza che un giudice abbia mai esaminato preventivamente la fondatezza della pretesa.

In questo modo si abbatteranno drasticamente i tempi per i creditori, ma si rischia una compressione del diritto di difesa della controparte.

Infatti, diverse associazioni a tutela dei consumatori sono sul piede di guerra. Ad esempio, la Adusbef (associazione degli utenti dei servizi bancari e finanziari) ha proposto alcune contromisure per evitare che si finisca con il favorire in modo sproporzionato la parte creditrice.

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